Le Muse erano custodi della cultura e delle arti, perciò danno il nome a questa rubrica, che potrete leggere ogni martedì. All’interno forniremo consigli e approfondimenti attorno a temi di letteratura, cinema e musica.


My Beautiful Dark Twisted Fantasy: cosa nasconde? 

Quando nel lontano 2009 era in corso la registrazione del quinto album di Kanye West, rapper statunitense reduce dal successo dei precedenti album Graduation e 808’s & Heartbreak, la sua reputazione non era per niente positiva: era infatti recentissimo l’evento scandaloso accaduto nelle premiazioni VMA con Taylor Swift, dove quest’ultima aveva appena vinto il premio per il miglior video musicale femminile dell’anno. Kanye irruppe nel palco, le strappò il microfono e fece una dichiarazione: “I’ma let you finish, but Beyoncé had one of the best videos of all time!” (“Adesso ti faccio finire, ma Beyoncé ha fatto uno dei migliori video musicali di tutti i tempi!”). 

Naturalmente le conseguenze di questa dichiarazione furono molteplici: ancora oggi, infatti, è percepibile una certa tensione tra i fan di Kanye e quelli di Taylor, in questo periodo soprattutto alimentata dall’uscita di Vultures, l’album recentissimo del rapper statunitense, dove è ancora citata la cantante pop in maniera dispregiativa. 

Tornando però al 2009, in particolar modo al periodo di registrazione dell’album, fu necessario ripristinare l’immagine del rapper: come, se non attraverso l’uscita dell’album migliore del decennio? MBDTF, infatti, ebbe un impatto notevole sulla storia della musica, grazie soprattutto alle collaborazioni significative al suo interno: ricordiamo George Condo, artista visionario creatore delle cinque copertine dell’album, senza il quale non sarebbe stato lo stesso. 

Infatti, ogni copertina raffigura un diverso tema, e racconta una storia unica: 

1) Kanye and his phoenix, raffigurante immagini grottesche di Kanye con una donna simil fenice, di cui fu volutamente vietata la vendita nei grandi negozi a causa della censura. 

2) The dancer, raffigurante una ballerina con un tutù nero che si trova di spalle all’osservatore, ma che gira il viso verso il lato; tiene nella mano sinistra un bicchiere di vino, come se stesse per fare un brindisi; questo bicchiere è un riferimento, secondo Condo, al coro di Runaway, che suggerisce di fare un brindisi per ogni suo nemico. 

3) The sword, raffigurante una spada conficcata in un volto stilizzato di Kanye, arrabbiato e sorpreso. Questa copertina fa riferimento a una scena shakespeariana (intende rappresentare Kanye come un re in autoesilio, come a raffigurare la sua figura fragile del periodo) e consistente col suo stile, mischia cubismo e classicismo. 

4 e 5) I ritratti, raffiguranti due volti: il primo con quattro bocche, l’altro con tre. Sono entrambi dei ritratti di Kanye, sempre ispirati al cubismo, in particolar modo alla copertina dell’album dei King Crimson del 1969. 

Con la sua incredibile cura dei dettagli, Kanye riuscì a riacquistare la sua fama ormai perduta e a scrivere uno degli album più influenti nella storia del rap americano.

A cura di Sofia Pau


Immagine di brgfx su Freepik

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