La rubrica dedicata ai campioni del Gramsci-Amaldi.


Quest’oggi la rubrica Fuori-Classe ha deciso di intervistare Roberta Etzi, ex studentessa del Gramsci-Amaldi, diplomata al liceo classico a luglio del 2023. Una studentessa che ha deciso di intraprendere la strada dell’università.

-Perché hai scelto il liceo classico? 

R.E:Perché da quando ero piccola ero attratta dalle materie umanistiche, mi piaceva leggere ed ero incuriosita dalle lettere classiche; tutti mi dicevano che era difficile quindi ho iniziato a prenderla come una sfida“.

-Ti sei mai pentita della tua scelta? 

R.E:No, nonostante abbia avuto delle difficoltà era quello che volevo fare, ne ero sicura anche se per un periodo ho pensato che sarebbe stato più facile mollare. Non l’ho fatto perché se fossi andata in un altro liceo non sarebbe stato comunque quello che volevo“.

-Come hai trascorso i tuoi cinque anni al Gramsci? 

R.E:Sono stati cinque anni pieni di fallimenti e di successi, è stato un percorso di crescita senza dubbio; ho conosciuto persone che mi hanno formata nel modo migliore per affrontare l’università e penso di aver avuto un’ottima istruzione. Quindi li ho trascorsi da una parte felicemente e dall’altra faticosamente“.

– Quale lavoro vorresti fare? 

R.E:Vorrei fare la psicologa dell’infanzia perché spesso molte persone si portano dei traumi per molti anni perché non vengono risolti per tempo e quindi penso che prima vengano risolti meno danni recano alla persona stessa. Perché se si subiscono dei traumi gravi o se si hanno dei disturbi, prima si curano meglio“.  

– Hai fatto qualche viaggio/stage istituzionale? 

R.E: Sì, siamo andati a Torino per fare uno stage in un campus dell’ONU sulla cittadinanza sostenibile inerente all’apprendimento della lingua inglese, in realtà non mi sono sentita accolta molto bene (parlando dello staff), da parte degli insegnanti, invece, ci sono stati molti complimenti. Ci facevano lezione di mattina, purtroppo non mi sono potuta godere a pieno l’esperienza perché mi sono sentita male.

-Quale facoltà hai scelto? E perché? 

R.E:Ho scelto scienze e tecniche psicologiche (comunemente chiamata psicologia), perché era un’idea che avevo fin da piccola, che avevo accantonato da diversi anni, ma tornata grazie alla frequentazione di un corso PON liceale tenuto da una psicologa, che mi ha fatto riappassionare a quella materia. In generale sono sempre stata incuriosita dai comportamenti della mente umana e del funzionamento della psiche umana ed è anche un piacere personale aiutare le persone“. 

-Hai delle passioni al di fuori del mondo accademico? 

R.E:Da quando ero piccola ho sempre scritto, in particolare poesie. È una passione nata gradualmente perché ero una bambina molto sensibile e spesso quando esprimevo emozioni per me intense mi sentivo sminuita. Agli occhi degli adulti sembravano meno valide rispetto alle loro, per provare quelle emozioni; da lì ho iniziato a esprimerle scrivendo. Quest’anno sono anche stata pubblicata in una antologia di autori vari dopo aver partecipato a un concorso di poesia”. 

-Cosa diresti agli studenti del Gramsci-Amaldi? 

R.E:Direi loro che va bene cambiare indirizzo e anche scuola se ci si rende conto che non è quello che si vuole, ma se ti piace ed è quello che vuoi fare veramente non devi desistere, nonostante le difficoltà. Io sono stata comunque rimandata per tre anni perché non andavo molto bene in greco, anche se come materia mi affascinava. Ho continuato a provarci, alla fine sono riuscita a diplomarmi con i miei compagni e con un voto discreto”. 

Ringraziamo Roberta Etzi per la disponibilità e noi ci vediamo alla prossima intervista.

 Intervista a cura di Sofia Etzi


Clicca qui per leggere le puntate precedenti: