Le Muse erano custodi della cultura e delle arti, perciò danno il nome a questa rubrica, che potrete leggere ogni martedì. All’interno forniremo consigli e approfondimenti attorno a temi di letteratura, cinema e musica.


Please, Please, Please, Let Me Get What I Want

Non è una storia d’amore”: Questa è la premessa fatta all’inizio del film “(500) Days Of Summer” (“500 giorni insieme” nelle sale italiane) che racconta l’incontro di Thomas Hansen e Summer Finn.

Se pensiamo a una romantic comedy tendiamo a stereotipare gli atteggiamenti dei personaggi: la ragazza perde la testa per un ragazzo che non sa nemmeno della sua esistenza, lei fa di tutto pur di farsi notare e la storia termina con un lieto fine, ma se la trama prendesse una piega reale e il finale non fosse così clichè?

I sentimenti umani sono la cosa più soggettiva che un singolo individuo possa provare: una serie di eventi accaduti nella vita di una persona possono influenzare la reazione di essa se esposta a un determinato fenomeno, questo è il motivo per cui se un insetto entra in classe il soggetto A rimarrà impassibile, mentre il soggetto B inizierà a urlare.

Tom è quello che conosciamo come “Hopeless Romantic” (romanticone senza speranze), una persona che, nonostante tutte le delusioni d’amore, non riesce a lasciar andare: È talmente innamorato di Summer che analizza ogni singolo momento passato assieme e se prova a lanciare dei segnali che lei non riceve o ignora è la fine del mondo per lui.

Da l’altra parte Summer Finn è una ragazza disinvolta, sin dalla separazione dei suoi genitori in tenera età non ha mai voluto nessun tipo di relazione longeva o che mettesse qualche freno alla sua vita;

a differenza di Tom, lei non crede nella casualità dell’amore o del destino: molte volte li vediamo discutere sulla giusta visione dell’amore in quanto per lui l’amore è passionale e al centro del rapporto e, mentre per lei è qualcosa di “accessorio” per mettere un po’ di pepe nella propria vita, ciò porta Summer a trascurare la relazione varie volte, e quindi, a trascurare Tom.

La loro “storia”, per così dire, nasce in ambiente lavorativo: Tom lavora in un’azienda che produce biglietti di auguri, mentre Summer viene assunta proprio lì come assistente del capo della produzione: iniziano a parlare a un party organizzato nello stesso ufficio in cui lavorano, i due sono molto simili, stessi gusti musicali, abitudini, film preferiti, quasi troppo simili. Quando ci rispecchiamo in un’altra persona tendiamo a creare una connessione con essa ma non sempre è una cosa reciproca: l’amore è quel sentimento voltastomaco che rende ogni cosa che facciamo più bella, che ci motiva le giornate, che ci dà la voglia di vivere, quel sentimento che ci lega gli altri come nient’altro riesce

 Tuttavia quando la fiamma dell’amore si spegne rimane solo odio, odio che ci porta a detestare tutto ciò che prima adoravamo: la nostra canzone preferita, fare cose che gradivamo, il film che più ci piaceva.

L’amore ci porta sempre a porci delle aspettative per spingerci a realizzare degli obiettivi ma la cruda realtà è che tante volte queste aspettative non si avverano e noi veniamo lasciati con un senso di vuoto interiore che ci porta a non ritentare mai più quello in cui abbiamo fallito.

Possiamo dire che Tom, da quando ha conosciuto Summer, è diventato una persona diversa perché questo è l’effetto drammatico dell’amore: ci cambia, quando ci importa solo di una persona ci dimentichiamo di noi stessi e dei nostri valori, incontrollabilmente mutando; il cambiamento tuttavia è anche ciò che ci rende più consapevoli di noi stessi, a conoscerci meglio e quindi a diventare persone migliori:

Alla fine del film Tom è cambiato tanto e questo gli ha permesso di vedere oltre i sentimenti per Summer e di ritentare un nuovo inizio.

A cura di Thomas Sacceddu


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