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Il “cibo degli dèi”: breve storia del cioccolato 

Amato da grandi e piccini e apprezzabile in innumerevoli preparazioni, a tutti gli effetti il cacao è uno degli elementi chiave della gastronomia occidentale e mondiale, da tantissimi apprezzato come momento di condivisione e dolcezza. 

La sua storia però non inizia in Europa, bensì nel Sud America, più precisamente in Amazzonia, quando ben 5.000 anni fa gli Olmechi, e in seguito i Maya e gli Aztechi ne impararono a conoscere e sfruttare le proprietà: i primi come pianta medicinale, mentre gli altri due come moneta di scambio e bevanda sacra. In particolare, gli Aztechi chiamavano xocolatl una particolare bevanda prodotta ai tempi dell’imperatore Montezuma con semi di cacao arrostiti e pestati, uniti a peperoncino, farina di mais e acqua, e aromatizzata con vaniglia: proprio da questo nome, composto dalle due parole xocolli (“amaro”) e atl (“acqua”), deriva l’attuale termine “cioccolato”. Il termine scientifico della pianta del cioccolato è invece Theobroma cacao, letteralmente “cibo degli dèi” in onore dei suoi antichi significati religiosi, e fu dato da Carlo Linneo, naturalista svedese che si occupò di stabilire nomenclature, che ancora oggi sono usate in biologia e zoologia. 

La diffusione di questa pianta si ebbe per mezzo del colonialismo: quando Cristoforo Colombo raggiunse l’America fu il primo europeo a entrare in contatto con il cacao, che iniziò ad essere poi importato nel Vecchio Continente intorno al 1525, grazie al conquistador Hernán Cortés. Per tutto il Cinquecento tuttavia la sua diffusione rimase circoscritta al solo territorio spagnolo, mentre dal 1600 fu apprezzato come bene di lusso dai nobili di tutta Europa (ad esempio, nel 1615, il re francese Luigi XIII sposò Anna d’Austria, figlia del re spagnolo Filippo III: per celebrare l’unione, lei portò in dono alcuni campioni di cioccolato); nel frattempo, gli Olandesi ne avevano strappato il controllo agli Spagnoli, e ne divennero primi importatori mondiali. Nel Settecento nacquero numerose “botteghe del caffè“, antenate dei moderni bar in cui si preparavano le versioni più svariate della cioccolata calda, modificando di volta in volta la ricetta originale. 

Il cacao assunse però un’importanza chiave per l’Occidente nel 1828, quando il chimico olandese Coenraad van Houten riuscì a ricavare dalle noci della pianta la polvere del cacao, rendendone il trasporto agevole: era nata la base di tutti i prodotti a base di cioccolato diffusi ancora oggi. Ciò rese possibile, nel 1847 a opera di Joseph Fry, l’invenzione della prima tavoletta di cioccolato, e nel 1875 del primo esempio di cioccolato nella sua varietà al latte. Iniziò così la moderna era del cioccolato, di cui anche noi, oggi come 5.000 anni fa, non riusciamo a fare a meno!

A cura di Laura Murroni


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