Quattro scienziate che hanno cambiato il mondo, fatto la storia della fisica moderna eppure semi-sconosciute, com’è possibile? Uno spettacolo ci racconta di come talvolta non basta eccellere, talvolta bisogna farsi distinguere.

Mercoledì 7 febbraio le classi 5°A e 5°B scientifico del nostro istituto sono andate all’Auditorium di Cagliari per assistere ad uno spettacolo teatrale: “La Forza Nascosta, Scienziate nella Fisica e nella Storia” accompagnati dalle professoresse Irene Gaggero (docente di Lettere) e Alice Pisano (docente di Scienze). L’evento è durato tre ore circa e si è diviso in due parti: dapprima lo spettacolo vero e proprio, a seguire un dibattito che coinvolgeva anche noi liceali in platea.

Lo spettacolo era incentrato su quattro donne, dimenticate dai più ma che hanno fatto la storia della fisica del Novecento; i loro nomi erano (in ordine di “apparenza”): Vera Cooper Rubin, Lise Meitner, Chien Shiung Wu e Milla Baldo Ceolin. Tutto si incentrava su un sogno che la narratrice, accompagnata da un pianoforte, da una controparte di canto lirico e dagli effetti e musiche di scena, racconta di fare da bambina: un vortice di vento al cui interno trova volti conosciuti e non e lei ci si trova in mezzo; l’immagine è simile a quella che Dante propone nel V canto dell’Inferno (il canto di Paolo e Francesca).

La prima ad essere trattata è Vera Cooper Rubin: astrofisica statunitense, appassionata fin da piccola delle stelle, che nei primi del ‘900 rompe varie barriere astrofisiche; la sua tesi di laurea fu straordinaria: studiando il movimento di oltre 100 galassie, ella notò che si muovevano tutte verso un polo invisibile. Oppure, studiando la galassia Andromeda, assieme ad un collega, s’accorse d’una anomalia nella rotazione: sia all’interno che all’esterno della galassia, la velocità di rotazione era la medesima, contravvenendo alle leggi della fisica newtoniana; doveva esserci qualcosa che modificava la fisica, una “materia oscura”. Oggi sappiamo la validità e la correttezza degli studi di Vera Cooper ma all’epoca praticamente quasi tutti i grandi astrofisici le andavano contro.

Ma le barriere rotte erano anche sociali: nel 1965 divenne la prima donna ad entrare nell’Osservatorio del Monte Palomar, in California, sebbene la struttura non avesse nessun servizio per le donne (Cooper “risolverà” il problema appendendo alla porta dei bagni dei ritagli di figure femminili) oppure il semplice fatto che le tesi citate sopra furono fatte in piena seconda gravidanza. Venne schernita per questo ma lei non si scompose e anzi fece di tutto per non considerarlo un peso. (continua…)

A cura di Francesco Contu