La rubrica che dà voce al personale del Gramsci-Amaldi, intervistato dalla redazione.


“Per aspera ad astra”: intervista al professor Faedda

Per l’articolo di Voci di corridoio di questa settimana abbiamo intervistato il professor Faedda, docente di italiano, geostoria, greco e latino al biennio.

– Quali materie insegna?

Io insegno lettere, quindi italiano, latino, greco, storia al biennio e a seconda della scuola potrei insegnare anche al triennio, per esempio“.

– Da quanti anni insegna?

Questo è il mio quarto anno di lavoro. Il primo anno ero in congedo non retribuito per dottorato di ricerca perché stavo terminando il dottorato, poi sono effettivamente entrato a lavorare come docente a tempo determinato, non avendo ancora vinto un concorso“.

– Ha insegnato in altre scuole prima di questa?

Sì. L’anno in cui ero in congedo avrei dovuto prestare servizio a Guspini al liceo A. Volta; poi l’anno dopo ho iniziato a lavorare effettivamente e sono andato a Sant’Antioco, poi sono arrivato qui a Carbonia e questo è il secondo anno qui“.

– Prima di diventare professore, ha fatto altri lavori?

No, in realtà no. Come tutti i ragazzi ho magari impartito ripetizioni e lezioni private ma no, questo è il mio primo ed unico lavoro“.

– Quando era studente le piaceva la scuola? Com’era il suo rapporto con i professori e i suoi compagni di classe?

Sì, la scuola mi piaceva tantissimo, tanto che mi dispiaceva quando mi veniva la febbre o qualche altra malattia che mi impediva di essere presente a lezione. Forse anche questo mio eccessivo essere “secchione”, perché in fin dei conti ero quello, ha un po’ alterato il mio rapporto con i compagni di classe. C’erano sicuramente delle amicizie solide di cui mi potevo fidare, ma nella maggior parte dei casi non mi sono sentito sempre molto apprezzato per quello che ero e per quello che facevo“.

– Qual era la materia che le piaceva di più a scuola? E quella che le piaceva di meno?

Le mie materie preferite erano sicuramente quelle letterarie e in primis greco e latino, tanto che poi il dottorato l’ho preso in Lingua e Letteratura greca. Le materie più ostiche per me erano sicuramente quelle scientifiche, per quanto rendessi benissimo anche in quelle. Probabilmente la peggiore, della quale nonostante sia molto utile ma non riesco a capirne proprio l’utilità, è la fisica. Mi ha sempre creato difficoltà, nonostante poi comunque i risultati fossero di alto livello“.

– Che cosa le piace fare nel tempo libero?

Sicuramente la lettura, che è sempre stato un ottimo passatempo che ho preferito tantissimo; poi, il canto, che è un’altra mia grande passione e che a volte diventa un lavoro, visto che qualche volta capita che possa essere pagato per qualche prestazione musicale; inoltre, anche se magari in subordine, guardare serie tv e film, soprattutto adesso con la vita coniugale, che è una bella attività da fare insieme“.

– Motto o frase che le è rimasta impressa?

Sarà un po’ banale, però potrebbe essere il famoso “Per aspera ad astra”, quindi “Verso le stelle attraverso le difficoltà”, perché effettivamente è quello che vive la mia generazione: noi cerchiamo di realizzarci pienamente affrontando mille “cambi di casacca”, mille cambi di regole, magari prima c’è qualcosa ma poi sparisce e ti ritrovi senza una prospettiva… Quindi, in fondo, stiamo cercando tutti di dare un senso alla nostra esistenza e di realizzarci pienamente, proprio attraverso le difficoltà“.

Intervista a cura di Chiara Murroni


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