Le Muse erano custodi della cultura e delle arti, perciò danno il nome a questa rubrica, che potrete leggere ogni martedì. All’interno forniremo consigli e approfondimenti attorno a temi di letteratura, cinema e musica.


Io, robot

<< Il modo di reagire di un robot a un dilemma apparentemente insolubile è certo singolare>> disse << La psicologia dei robot è tutt’altro che perfetta, e questo, data la mia specializzazione ve lo posso assicurare. Però di tale psicologia si può discutere in termini qualitativi, in quanto il cervello positronico, benché complesso, è fabbricato dagli uomini e rispecchia quindi il loro sistema di valori.>> 

Io, robot è un’antologia composta da 9 racconti, scritti da Isaac Asimov, considerato uno dei padri fondatori della fantascienza, grazie al quale viene introdotta come figura centrale nelle storie di fantascienza: il robot. 

Ogni racconto si basa sulle Tre Leggi della Robotica: 

1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno. 
2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastino con la Prima Legge. 
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la Prima e la Seconda Legge. 

Queste leggi sono la base e il filo conduttore di ogni racconto perché i nostri protagonisti umani, scienziati specializzati nello studio di robot, si troveranno davanti a dei problemi in cui i comportamenti dei robot porteranno a delle situazioni da cui sembra impossibile uscire, ma che risolveranno tramite l’utilizzo e lo studio di queste ultime: si tratta di un espediente usato dall’autore grazie al quale in ogni racconto ne può verificare l’autenticità per ripristinare l’ordine. 

Sappiamo che le vicende descritte sono ambientate nel futuro, dal 1996 al 2052, un arco di tempo in cui si assiste al processo tecnologico nel mondo ma, in particolare, all’evoluzione di questi robot dal cervello positronico, un’invenzione di Asimov e che nel libro viene “ceduta” al fondatore della U.S Robots & Mechanical Men Corporation, per cui i nostri scienziati collaudatori e robotpsicologi lavorano e risolvono tutti i problemi. 

Come si può immaginare da un libro di fantascienza, le varie vicende non vengono ambientate solo nei laboratori sulla terra, ma anche sugli altri pianeti del Sistema Solare, come Marte e Mercurio. 

<< Cutie, vorrei spiegarti una cosa. Tu sei il primo robot che si interroga sulla propria esistenza. E credo che tu sia il primo abbastanza intelligente da capire la realtà esterna. Su, vieni con me>> 

Asimov, scrivendo questi racconti, ha voluto trasmettere la sua passione per la scienza e i robot e, nel suo immaginario, il loro miglioramento, cercando però di attenuare la preoccupazione umana secondo cui i robot, essendo esseri superiori, avrebbero potuto sopraffare l’uomo per poi sostituirlo completamente: nell’arco del libro vediamo come i robot diventano sempre più indispensabili per l’uomo, e come il processo tecnologico sia diventato tale da portare queste macchine a governare il mondo, diventando autonome. Tutto ciò però non a discapito dell’uomo ma a suo favore, per garantirgli una vita più facile e favorevole.

Per questo non bisogna dimenticare che Asimov ha sì evidenziato l’intelligenza di questi robot, ma anche quella dell’uomo, che è in grado di ragionare, capace di svolgere le proprie mansioni molte volte senza aiuto di intelligenze artificiali, ed è per questo superiore.

A cura di Giada Bachis


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