La rubrica che dà voce al personale del Gramsci-Amaldi, intervistato dalla redazione.


Non solo snack: intervista ad Andrea Desogus

La ricreazione è un momento di pausa per tutta la scuola e cosa fare se non sgranocchiare qualcosa? Perché ciò avvenga all’interno del nostro istituto ci sono persone come Andrea Desogus: un ragazzo semplice con un grande impegno .

– Raccontaci in breve chi sei.

A. D.: “Mi limiterò a dire che sono un normalissimo ragazzo di 29 anni, di carattere solare e aperto, conosciuto da tutti come “il ragazzo delle macchinette e dei panini”.

– Qual è il tuo ruolo all’interno della scuola?

A. D.: “Oltre a gestire le “macchinette” da una decina d’anni, mi occupo (da un paio d’anni) della distribuzione dei panini e delle pizzette durante la ricreazione, questi ultimi sono forniti da un panificio di Carbonia (Panificio Benatti) e vengono fatti sul momento.

– Perché i panini sono arrivati dopo?

A. D.: “È un servizio che la preside ha richiesto per gli studenti e a cui l’azienda di cui faccio parte è stata disponibile nel prestarsi; il prezzo è accessibile a tutti e la qualità è più che buona.

– Esiste possibilità di scelta?

A. D.: “Tra distributori e panetteria, la gamma di snack è quanto più variegata possibile in modo da soddisfare ogni evenienza o problematica come le intolleranze; certo abbiamo dovuto comunque fare una scelta nei prodotti: ad esempio abbiamo scelto dei panini che generalmente mangiano tutti ovvero col prosciutto cotto e col salame.

– Come funziona la gestione?

A. D.: “La gestione dei distributori è esterna, i prodotti e i macchinari sono forniti da terzi, poi vengono messi a disposizione degli ambienti scolastici pagando un canone all’azienda fornitrice; abbiamo inoltre deciso di mantenere dei prezzi tutto sommato economici rispetto ai dintorni, dove una bottiglietta da mezzo litro di acqua viene a costare anche 1 euro, a scuola costa la metà. Per noi la priorità numero uno non è tanto il guadagno quanto la soddisfazione di alunni e personale scolastico e mi pare che il nostro impegno costante sia ripagato”.

– E l’ambiente interno come lo trovi?

A. D.: “Personalmente tra tutte le scuole in cui ho lavorato in questa scuola mi sento come a casa; ho conosciuto ragazzi che ora sono già diplomati ma che mi porterò sempre con me, poi l’ambiente è serenissimo, tra alti e bassi sia dei liceali che dei professori, ma che mai si scompongono e alla fine si riesce a stare in armonia”.

– Come si riflette questo sulla tua quotidianità?

A. D.: “Io sono un ragazzo aperto e disponibilissimo per aiutare i ragazzi in qualche modo e consiglio a chi viene dalle medie di passare qui se vuole trovare un ambiente tranquillo; c’è da tenere in conto delle diversità che caratterizzano tutti noi e quindi armarsi di pazienza, specialmente per il mio lavoro dove devi sempre risultare al top e col sorriso anche quando sei esausto ma alla fine non è poi così troppo un peso perché alla fine riesco a farlo con grandissimo piacere”.

– Qual è un tuo “mantra”?

A. D.: “A tutti quanti i liceali dico di apprendere quanto più possibile e di volervi bene, perché questi anni del liceo non torneranno più e vi mancheranno; ricordatevi sempre che “volere è potere”: non importa quanto dura è la strada, la vita è fatta di sfide ed esperienze. Ricordatevi poi di essere sempre voi stessi e di non vergognarvi di esserlo”.

– C’è qualcosa in più che vorresti dire?

A. D.: “Il fatto di poter vedere ogni giorno mio zio Mauro (n.d.r: probabilmente il collaboratore più conosciuto dell’intero istituto) mi fa molto piacere e fa riflettere anche su come avere dei buoni rapporti all’interno della famiglia e delle amicizie forti possa veramente giovare a se stessi, sia nel momento del bisogno che per divertirsi”.

Intervista a cura di Francesco Contu


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