Le Muse erano custodi della cultura e delle arti, perciò danno il nome a questa rubrica, che potrete leggere ogni martedì. All’interno forniremo consigli e approfondimenti attorno a temi di letteratura, cinema e musica.


Donnie Darko: un  viaggio multidimensionale

Donnie Darko è un film fantascientifico uscito nel 2001 e diretto da Richard Kelly, basato sul romanzo omonimo, che tutt’oggi viene considerato cult del genere.

Nonostante sia un film incentrato per lo più sui viaggi nel tempo, molte altre tematiche vengono sviluppate profondamente, alcune direttamente e altre indirettamente.

La solitudine è il tema più ricorrente: molte volte nel film viene detto come la paura più grande di Donnie sia quella di morire da solo, paura sempre stata presente dentro di lui, ma che dopo l’incontro con Roberta Sparrow (soprannominata “Nonna Morte” a causa della sua età inoltrata e per il fatto di vivere da sola abbandonata da tutti nelle montagne) viene amplificata al suo massimo, a tal punto che il ragazzo in preda all’ansia piange parlandone con la dottoressa Lilian Thurman, dicendole “non voglio essere solo“.

Tuttavia Donnie è destinato ad essere solo, era solo prima degli eventi del film e lo continuerà ad essere durante tutta la durata di questi ultimi: dopo aver conosciuto Gretchen Ross si illude di non essere più solo, tuttavia la ragazza morirà pochi giorni dopo, ricordando ancora una volta a Donnie che il suo destino è morire da solo.

Le emozioni giocano un ruolo importante nel comprendere ogni personaggio: nella vita di tutti i giorni le emozioni sono soggettive e la reazione ad uno stimolo cambia da individuo a individuo, perciò è di vitale importanza comprendere ciò che provano gli altri anche se non lo si prova sulla propria pelle. Nel film i personaggi adulti, alcuni più di altri, tendono a negare completamente tutte le emozioni e le sfumature di esse, dividendo tutto quanto in due parti: il male e il bene (o paura e amore, come detto nel film).

La scena in cui questa divisione è esposta direttamente è quella in cui una professoressa, dopo aver disegnato una linea sulla lavagna avente agli estremi le parole paura e amore, chiede agli studenti di disegnare una “X” sul punto in cui pensano una certa azione dovrebbe trovarsi. Molti studenti fanno ciò che è stato richiesto, ma quando arriva il turno di Donnie, quest’ultimo si domanda se sia veramente giusto basare la gravità di un’azione soltanto su due emozioni molto forti e contrastanti tra loro, perciò il ragazzo tenta di argomentare come sia sbagliato basare tutto su due emozioni e che “bisogna prendere in considerazione tutto lo spettro delle emozioni umane“.

Infine l’ultimo tema che possiamo individuare è il trovare se stessi: anche se non viene mai affrontato direttamente possiamo trovarlo in varie scene, quella più evidente è quella del cinema, dove Donnie e Frank si ritrovano faccia a faccia e Donnie chiede a Frank: “Perché indossi quella stupida maschera da coniglio?“, Frank a sua volta risponde: “Perché indossi quella stupida maschera da umano?“. La faccia di Donnie sembra quasi sbiancare e nonostante nessuno dei due dica qualcosa, sta allo spettatore capire che probabilmente Donnie sta pensando proprio a quello che ha detto il coniglio: è davvero una maschera quella che ha addosso? È veramente se stesso?

A cura di Thomas Sacceddu


Immagine di brgfx su Freepik

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