La rubrica che dà voce al personale del Gramsci-Amaldi, intervistato dalla redazione.


Gli strumenti sono fondamentali: intervista al professor Cossu

Quest’oggi per la rubrica Voci di Corridoio è stato intervistato il professor Gianmarco Cossu, docente di italiano e latino al biennio e al triennio. Una nuova icona all’interno del liceo Gramsci Amaldi che ha qualcosa da raccontarci. 

-Che materie insegna?
G.C.: “Italiano e latino”.

-Da quanti anni insegna?
G.C.: “Ho iniziato a insegnare nel 2016”.

-Com’è stato il suo primo giorno di lavoro?
G.C.: “Il primo giorno a livello scolastico non in questo istituto è stato particolare, era una scuola eterogenea e ho iniziato a insegnare in una classe di studenti che provenivano da indirizzi diversi e avevano un passato completamente differente. Spesso erano studenti che avevano problemi ad approcciarsi con i propri coetanei; quindi, bisognava gestire la classe in una determinata maniera. Tutto sommato mi sono trovato bene. All’interno di questa scuola invece ho trovato delle classi che avevano già una loro impostazione ed è stato più che positivo”.

-Le sono piaciute sin dall’inizio le materie che insegna o ha avuto qualche difficoltà?
G.C.: “Considerando che ho scelto io di insegnare queste materie, è stato tutto più che positivo”.

-Ha pensato sin da subito di diventare un professore?
G.C.: “Avevo 15/16 anni quando ho maturato il desiderio di diventare un insegnante. Nel contesto scolastico e in quello degli amici mi hanno sempre detto che ero bravo a fare il giornalista; quindi, ho deciso di intraprendere tutte e due le strade”.

-Faceva altri lavori prima del professore?
G.C.: “Sì, facevo altri lavori completamente slegati dall’ambito dell’insegnamento; per esempio sono stato giornalista per un quotidiano cagliaritano”.

-Andava bene a scuola?
G.C.: “Andavo bene perché mi piaceva molto la quotidianità della scuola. Come materie amavo il latino e il greco, volevo fare solo quelle. Avendo fatto un liceo classico erano le materie che lo prediligevano”.

-Ha avuto dei problemi con i suoi compagni di classe?
G.C.: “No, mai”.

-Qual era la materia che le piaceva di meno?
G.C.: “Matematica”.

-Cosa fa nel tempo libero?
G.C.: “Mi alleno, vado a correre, faccio palestra, leggo. Mi piace particolarmente passeggiare per Cagliari”.

-Quali sono le sue passioni?
G.C.: “Mi piace molto il calcio, la radio e partecipo anche ad essa quando capita”.

-Come si descriverebbe con degli aggettivi?
G.C.: “Credo di essere fuori dal comune, un po’ strano e particolare sotto certi aspetti. Ognuno è diverso, quindi credo di avere delle diversità con delle persone e con altre dei punti in comune che possono caratterizzarmi”.

-Una frase che le è rimasta impressa e che tiene a mente?
G.C.: “C’è una frase che ho sentito in un film e mi è rimasta impressa: “Il coraggio lo hai, ma non hai gli strumenti”. Questa frase ci porta a riflettere, perché spesso ci sentiamo dire “mai mollare, vai sempre avanti”, ma alle volte bisogna anche avere il coraggio di mollare. A volte si ha il coraggio di fare qualcosa, ma mancano gli strumenti per farlo, perché allora non si sta facendo un atto coraggioso, ma folle. Questo mi è rimasto impresso e mi ha fatto riflettere particolarmente”.

Intervista a cura di Valentina Usai


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