Ogni mercoledì le innovazioni si fanno protagoniste di questa rubrica. Approfondimenti su fisica, scienza e tecnologia raccontati dagli occhi degli studenti per gli studenti.


Controllare o venire controllati?

Guarda questo, condividi quello, ma come facciamo a mantenere per così tanto tempo l’attenzione in un ambiente la cui richiesta è praticamente nulla?

Il mondo è un continuo e incessante algoritmo: dalle applicazioni più semplici ai sistemi di logistica, ma cosa sono nello specifico gli algoritmi? In breve sono degli schemi logici e regolati per svolgere e risolvere calcoli, istruzioni e procedimenti, usati per la prima volta dagli Arabi (più precisamente dal matematico Muhammad ibn Mūsa) ben 1200 anni fa col nome di al-Khuwārizmī, poi latinizzato in algorithmus. 

Tra i più frequenti ci sono quelli social, in cui una buona parte di noi spende ore ed ore “inconsapevolmente”; come funzionano? Noi utenti immettiamo una gran quantità di dati al loro interno (dati personali, ricerche, condivisioni, salvataggi e nostre preferenze), tutti questi dati vengono “studiati” dal programma tramite i codici con cui sono stati scritti e come prodotto verranno a generarsi post e video che, secondo le app stesse, ci possono interessare.

Il problema è che, nel migliore dei casi, tali azioni fanno perdere tempo, nel peggiore ci rendono dipendenti fino al midollo; ciò è generato da dei meccanismi mentali riassumibili con la FOMO (Fear Of Missing Out), cioè l’ansia generata dal non sapere cosa succede nel mondo e quindi perdersi gli eventi; un esempio può essere controllare ripetutamente le notifiche o svegliarsi la mattina e controllare quasi istantaneamente il cellulare.

Se poi aggiungiamo che le app hanno vari algoritmi, che comunicano tra di loro, allora diventa un costante affollamento di informazioni, ingestibili e opprimenti per la nostra creatività ed unicità.

Così facendo uno strumento utile in molte occasioni diventa il peggiore dei nostri problemi e delle nostre ansie. Per aiutarci a risolvere le dipendenze del digitale potremmo adottare un “algoritmo umano”: darci dei paletti e, analizzando la nostra routine, capire quando stiamo esagerando e diminuire l’uso costante dei social.

A cura di Francesco Contu


Clicca qui per leggere le puntate precedenti: